Selme 2025

 


Il progetto artistico "Selme - Si Espandono Le Mie Emozioni", presentato per la prima volta nel 2023 presso gli antichi spazi di Palazzo Sarriod de la Tour a Costigliole Saluzzo, si sviluppa ora in una nuova fase che sarà visibile dal prossimo sabato 8 Marzo, vernissage alle ore 11, nel salone d’onore della Biblioteca Civica di Cuneo, In via Cacciatori delle Alpi 9 a Cuneo.  

L'artista, Domenico Olivero, in questi due anni ha ulteriormente sviluppato l’action painting  “Selme” in una trasformazione del senso energetico, riconsiderandolo soprattutto attraverso una serie di riflessioni nate dalle letture dei testi del filosofo indiano Jiddu Krishnamurti, noto per aver sciolto la sperimentale scuola della Società Teosofica istituita dalla sensitiva russa Helena Petrovna Blavatsky alla fine dell’ottocento e aver sviluppato un nuovo modo di approcciarsi alla percezione della realtà. 

Prendendo spunto dalla frase "La ricerca della realtà richiede immensa energia" l'artista ha dato corpo espressivo al suo segno pittorico attraverso un ampliamento del gesto  energetico, che ora cresce e prende sempre più elaborazione e forma nelle diverse tele proposte.

Nell'ambito espressivo l'artista sceglie quindi di ampliare il suo movimento fisico operando sempre nella sua sfera energetica. Il gesto umano, che scaturisce dalla mente consapevole, crea un'azione che sviluppa e trasforma le forze del presente. 

Eventi durante la rassegna:
Sabato 8 Marzo alle ore 11,00 vernissage
Sabato 22 Marzo alle ore 11,00 si svolgerà un incontro con l'artista
Sabato 5 Aprile finissage alle ore 11,00


L'esposizione, ad ingresso gratuito, durerà fino al 5 Aprile, col seguente orario:
Martedì: 8.30 - 17.00 (continuato)
Mercoledì: 9.30 - 12.30 | 14.30 - 18.30
Giovedì: 8.30 - 12.30 | 14.30 - 18.30
Venerdì: 8.30 - 12.30 | 14.30 - 18.30
Sabato: 8.30 - 12.30


Selme 2025
opere dell’artista Domenico Olivero
ospitate nel salone d’onore della Biblioteca Civica di Cuneo
Via Cacciatori delle Alpi 9
12100 Cuneo  








Gesto e presenza nell’opera di Domenico Olivero



Presente

Ora

Qui ed ora

Sei qui?

Qui senza ore

Ora?

Presente



Brevi e sospese parole per introdurre la seconda fase progettuale di Selme - Si Espandono Le Mie Emozioni, opere realizzate dall’artista cuneese Domenico Olivero ed allestite dall’8 marzo al 5 aprile 2025 presso il salone d’onore della Biblioteca Civica di Cuneo. Brevi e sospese parole per definire lo stato mentale e meditativo dell’artista durante la loro realizzazione, per descrivere l’origine del gesto pittorico, per sottolineare la filosofia che le ha dato corpo, quella di Krishnamurti.

L'invito di Jiddu Krishnamurti, filosofo indiano (1895 - 1986), era quello di focalizzarsi sul presente, sul vedere immediato di ciò che ci sta davanti per liberarci da preconcetti, giudizi, idee, ideologie, che nascono dalle paure. Per farlo è necessario fonderci con l’oggetto, con l’altro con cui entriamo in relazione, con ciò che stiamo osservando o vivendo. In una realtà contemporanea così strettamente interconnessa, Krishnamurti non trova il senso nella separazione del soggetto, del sé che osserva, dall’oggetto, l’altro osservato. La fusione del soggetto con l’oggetto porterà al vedere immediato e libero che condurrà all’azione, la migliore possibile, poiché se soggetto e oggetto non hanno più un confine l’unica azione migliore è tale per entrambi, dato che il soggetto agente non farebbe mai del male a sé stesso e, in quest’ottica, all’altro. Vedere è agire, diceva Krishnamurti.
Domenico Olivero, durante uno dei nostri incontri in cui ha presentato le opere esposte in questa mostra, mi ha detto che è rimasto profondamente suggestionato da questa etica concentrata sul presente, da questo modo di sentire e relazionarsi con il mondo, che è diventata anche una modalità di relazionarsi con l’arte.


La pittura di Olivero è un atto di presenza, un’esperienza che si traduce nella traccia lasciata dal corpo in movimento. Il presente di cui si parla e che sta alle fondamenta delle opere in mostra è il tempo individuale e soggettivo dell’esserci dell’artista nell’atto della loro creazione. Come in un atto meditativo in cui ci si concentra sul presente, dove il pensiero, gli affanni della vita quotidiana, i ricordi, il passato e il futuro vengono messi da parte per qualche istante per sottolineare la bellezza dell’essere nel mondo, del qui ed ora, in questo tempo, Olivero realizza le sue opere in un gesto che si fa pittura, il quale diventa il proprio essere presente.
La presenza dell’essere dell’artista dentro le opere si realizza attraverso il corpo, certo è che per dipingere è necessario il corpo, ma ciò che differenzia Olivero è che la pittura non è più funzionale e strumentale per un diverso fine che non sia il gesto pittorico in sé, in uno studio sui limiti e le possibilità del proprio corpo, in un processo di indagine della propria interiorità focalizzata nel momento dell’azione pittorica.
Nella serie di opere esposte
, realizzate nel 2024, si osservano ampie arcate dai diversi colori su fondi bianchi, là dove ognuna è stata creata attraverso una pennellata realizzata da un movimento del braccio e del gomito utilizzato da perno. Alcune tele sono composte da più colori, dove più gesti pittorici realizzati dallo stesso movimento hanno dato luogo a più strisce di colore. Alcune arcate sono state poi riprese attraverso lo stesso movimento del braccio, dando come risultato tracce di filamenti sottili sopra di esse. In altre ancora il movimento del braccio si manifesta sulla tela nella sua purezza, senza ulteriori interventi successivi, realizzando archi di un solo colore.

Le opere esposte in questa seconda fase del progetto
Selme - Si Espandono Le Mie Emozioni sono uno sviluppo delle serie precedenti: Non esistono errori (2020), presentata al salone d’onore della Biblioteca Civica di Cuneo, e la prima fase di Selme (2023), esposta al Palazzo Sarriod de la Tour a Costigliole Saluzzo. Se nella produzione del 2020 la pittura si fa gesto spontaneo astratto che si manifesta nel rifiuto di forme delimitate e di contorni netti, nell’istantaneità di una pittura che crea, cancella e stratifica, in quella del 2023 si nota un cambiamento segnato da un gesto più regolare, controllato e immediato, che dà forma a una concentrazione di piccoli, colorati e minimi segni centrifughi che si espandono verso l'esterno, tracciati con il solo movimento del polso. La prima fase di Selme (2023) è nata dall’idea di realizzare una pittura che sia il riflesso, anzi, il processo messo in atto attraverso la pittura della propria interiorità e auto-conoscenza, come ricorda lo storico dell’arte Enrico Perotto nel testo critico dedicato alla mostra, dove l’artista si impegna a rispondere alla domanda del filosofo Ernst Bloch: “Perché ci si alza la mattina?”. Da questo nucleo concettuale e formale si sviluppa la seconda fase di Selme, dove l’artista coinvolge una parte più ampia del proprio corpo e il movimento del polso viene sostituito da quello del braccio, espandendo di conseguenza anche il gesto pittorico sulla tela che, invece, dei piccoli segni centrifughi realizza grandi arcate di colori.

Quello di Olivero è un percorso dove il corpo dell’artista e la pittura diventano strettamente interconnessi, determinandosi a vicenda, andando a rendere offuscato il confine tra il soggetto, ossia l’artista, dall’oggetto, la pittura. La pittura diventa il corpo dell’artista, prima del polso poi del braccio, mentre il corpo dell’artista diventa parte determinante e oggetto della pittura sulla tela. La pittura di Olivero diventa, dunque, un corpo vivo e un atto di presenza, andando a mettere in pratica in un percorso personale la filosofia di Krishnamurti. Ogni pennellata è il corpo stesso dell’artista che entra in relazione con la tela, con l'altro, con la pittura, la quale diventa un mezzo per esplorare sé stesso in un atto di consapevolezza e di manifestazione della propria interiorità attraverso i colori e il movimento. La pittura di Domenico Olivero non è solo un atto creativo, ma una riflessione profonda dell'esistenza che tende verso quel vedere immediato e presente che porta all’agire, nel caso del nostro artista, all’azione del gesto pittorico.  

                                                                      testo  di  Enrica Savigliano
























Ricordando Selme - si espandono le mie emozioni, quadri

 Ripensando al progetto Selme che avevo realizzato nel 2023 e presentato presso lo storico Palazzo Sarriod de La Tour a Costigliole a marzo.













Louise Bourgeois - Spunti d’arte



 Nel mese di gennaio prosegue la rassegna “Spunti d’arte”, con incontri a cadenza mensile in Valle Grana, dedicati all’arte e alla cucina; l’iniziativa, alla prima edizione, ha come curatore artistico Domenico Olivero ed è organizzata dall’Associazione La Cevitou - Ecomuseo Terra del Castelmagno con il contributo della Fondazione CRC “Bando Autunno” e il patrocinio dell’Unione Montana Valle Grana, del Comune di Caraglio e del Comune di Monterosso Grana.

Come spiegano gli organizzatori:  “Incontrarsi è condividere attimi di riflessioni e passioni;  su questo spirito, per la stagione autunno inverno dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno si vuole proporre un percorso di aggregazione comunitaria sul tema dell’alimentazione, vista in una chiave antropologica, storica e artistica ”.

Giovedì 23 gennaio , dalle ore 19, alla Trattoria del Castello di Montemale, è in programma il quarto incontro dal titolo “Arte e tartufi”: in tale occasione sarà protagonista l’artista Louise Bourgeois, con le sue opere ricche di emozioni e significati nascosti che verranno discussi durante un aperitivo conviviale che precederà la cena. Il menù sarà a base di prodotti tipici del territorio,

con almeno un piatto a base di tartufo nero di Montemale; inoltre, nella giornata di domenica 26 gennaio,  si potrà  andare alla  scoperta di  questo prodotto  di eccellenza,  accompagnati  dai tartuficoltori nelle tartufaie sui pendii di Montemale.

Nel mese di febbraio si svolgerà l’ultimo incontro a Monterosso Grana, intitolato  “Coriandoli ad arte” , giovedì 20 febbraio alle ore 19, conversazione sull’artista Yayoi Kusama e i coriandoli, avvicinandosi il periodo del Carnevale, con possibilità di cena all'agriturismo “Il Falco”.

Ingresso gratuito all’incontro; per aperitivo e cena, prenotazione obbligatoria entro il 16 gennaio, al costo complessivo di € 30,00 contattando l’Ecomuseo Terra del Castelmagno: +39 329 4286890  o expa.terradelcastelmagno@gmail.com.

Le iniziative in programma nella prima rassegna “Spunti d’arte” si svolgono in Valle Grana (CN), sul   territorio   amministrativo  dell’Unione   Montana   Valle   Grana  e  dell’Ecomuseo   Terra del Castelmagno. Nello  specifico i Comuni   coinvolti   sono, in ordine cronologico:   Caraglio, Monterosso Grana, Valgrana, Montemale.


LOUISE BOURGEOIS

Artista francese, che ha vissuto negli Stati Uniti, dove attraverso un percorso di memorie ha ideato una serie di opere dal forte valore affettivo e sentimentale, che trasmettano un senso di inquietudine e fascinazione. Soprattutto attraverso le sculture ha dato forma fisica dei suoi complessi ricordi infantili.

YAYOI KUSAMA

Artista contemporanea giapponese che lavora con diversi media, soprattutto nota per il suo particolare pattner a pois che usa su molte delle sue opere, soprattutto sculture e ambienti spaziali.

Incontri Culturali 2025

 


Eccoci nel nuovo anno che ci vede nuovamente propositivi, e come inizio ripartiamo con gli Incontri Culturali che suscitano sempre molto interesse e partecipazione.

Quest'anno si realizzeranno tre incontri: due dedicati alla storia dell'arte e uno sulla tradizione delle corride. 

Il primo incontro, aperto a tutti, sarà Mercoledì 8 Gennaio alle ore 18,30  sulla storia dell'arte del Novecento, prima parte; si inizierà dalla trasformazione dell'Impressionismo fino al Surrealismo, verranno attraversate alcuni delle principali correnti delle sperimentazioni creative dei primi decenni del secolo scorso, come gli Fauves, il Cubismo, l'Astrattismo e il Surrealismo.  A Marzo si svolgerà la seconda parte. Gli incontri saranno realizzati dall'operatore artistico Domenico Olivero. 

Il secondo incontro, che si svolgerà a Febbraio, sarà uno speciale approfondimento sul mondo delle corride e avrà come titolo "La corrida: Tradizione o crudeltà?” relatore Giancarlo Cagnoni che ci parlerà di questa storica tradizione spagnola fra emozioni e critica delle correnti ambientalistiche. 

L'ingresso è libero e gratuito, ma invitiamo alla consumazione presso il locale, per ringraziare dell'ospitalità.

Referente Associazione Culturale Rigenerazione

Cuneo – rigenerazionecn@gmail.com

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Spunti d’arte 2024 - Hilma af Klint

 



Rassegna eventi “Spunti d’arte 2024”

In autunno e inverno, in Valle Grana


Prosegue la rassegna “Spunti d’arte”, avviata ad ottobre in Valle Grana, con una serie di incontri a cadenza mensile, dedicati all’arte e alla cucina; l’iniziativa, alla prima edizione, ha come curatore artistico Domenico Olivero ed è organizzata dall’Associazione La Cevitou - Ecomuseo Terra del Castelmagno con il contributo della Fondazione CRC “Bando Autunno” e il patrocinio dell’Unione Montana Valle Grana, del Comune di Caraglio e del Comune di Monterosso Grana.

Come spiegano gli organizzatori: Incontrarsi è condividere attimi di riflessioni e passioni; su questo spirito, per la stagione autunno inverno dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno si vuole proporre un percorso di aggregazione comunitaria sul tema dell’alimentazione, vista in una chiave antropologica, storica e artistica”.


Giovedì 12 dicembre, dalle ore 18, al bar Ambaradan di Valgrana, è in programma il terzo incontro con un “aperitivo artistico”, in occasione della decima edizione del Festival “Leggere le Montagne”, per conoscere lo sguardo naturalistico di Hilma af Klint, la prima artista ad esprimersi con l’astrattismo.


L’iniziativa “Leggere le montagne” fu presentata per la prima volta nel 2015 in occasione della celebrazione della “Giornata internazionale della montagna” istituita dalle Nazioni Unite, che si celebra annualmente l’11 dicembre e, come descritto sul sito ufficiale, propone una serie di eventi dedicati al tema della montagna e della letteratura in varie località alpine. Il festival promuove le differenze e le somiglianze culturali esistenti nel territorio alpino, e allo stesso tempo, collega tra loro “montagna e cultura”.


Dopo i tre appuntamenti autunnali, il calendario della rassegna “Spunti d’arte” proseguirà in inverno a gennaio e a febbraio, con altri due appuntamenti: a Montemale “Arte e tartufi”, giovedì 23 gennaio alle ore 19, un incontro conversazione su Louise Bourgeois, con la possibilità di degustare un menu per cena a base di tartufo nero; a Monterosso Grana, “Coriandoli ad arte”, giovedì 20 febbraio alle ore 19, conversazione sull’artista Yayoi Kusama e i coriandoli, avvicinandosi il periodo del Carnevale, con possibilità di cena all'agriturismo “Il Falco”.


Ingresso gratuito agli incontri, pasti a pagamento su prenotazione entro la settimana precedente, contattando l’Ecomuseo Terra del Castelmagno: +39 329 4286890 o expa.terradelcastelmagno@gmail.com.


Le iniziative in programma nella prima rassegna “Spunti d’arte” si svolgono in Valle Grana (CN), sul territorio amministrativo dell’Unione Montana Valle Grana e dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno. Nello specifico i Comuni coinvolti sono, in ordine cronologico: Caraglio, Monterosso Grana, Valgrana, Montemale.



HILMA AF KLINT

Artista svedese che è stata riscoperta recentemente, come la prima artista a creare, quasi in contemporanea con Kandinskj, opere di pittura astratta. Un percorso che sviluppa attraverso esperienze dirette di spiritualità e teosofia, con una scelta molto riservata che non le ha consentito di avere l'attenzione internazionale, che solo in questi ultimi decenni ha capito l'importanza del suo lavoro artistico.



LOUISE BOURGEOIS

Artista francese, che ha vissuto negli Stati Uniti, dove attraverso un percorso di memorie ha ideato una serie di opere dal forte valore affettivo e sentimentale, che trasmettano un senso di inquietudine e fascinazione. Soprattutto attraverso le sculture ha dato forma fisica dei suoi complessi ricordi infantili.


YAYOI KUSAMA

Artista contemporanea giapponese che lavora con diversi media, soprattutto nota per il suo particolare pattner a pois che usa su molte delle sue opere, soprattutto sculture e ambienti spaziali.


La biblioteca ospita | Biblioteche dal passato al presente

 


Sabato 23 novembre e sabato 21 dicembre, presso la Biblioteca civica di Cuneo, si svolgeranno due incontri sulla storia e l’evoluzione delle biblioteche civiche.

 Cuneo è stata la prima città del Piemonte ad ospitare una biblioteca civica che, tra non molto, riallestirà i propri spazi riunendo la storica biblioteca cittadina con la Biblioteca 0-18 nel rinnovato complesso dell’ex-Ospedale di Santa Croce: un intervento all’avanguardia nel settore delle biblioteche nella nostra regione.

Nei due incontri saranno narrate le storie di come si sono evoluti i testi e gli spazi della conservazione.

Il percorso prenderà avvio sabato 23 novembre alle ore 10, nel salone al primo piano della Biblioteca civica, e sarà di carattere storico, partendo dalle prime raccolte di testi della Mesopotamia fino alle nuove concezioni dei luoghi di raccolta, che ora sono diventati spazi di cultura condivisa e promotori di occasioni sociali.

Il secondo incontro, che avrà inizio il 21 dicembre alle ore 10 nel salone al primo piano, guarderà alla storia locale e prevederà anche una rapida passeggiata fra gli antichi spazi della Biblioteca fino alla visione esterna del futuro edificio, attualmente in fermento, oltre alla riflessione sul complesso lavoro di gestione e diffusione che viene realizzato sul nostro territorio per la gestione del prestito librario.

Relatore degli incontri sarà l'operatore artistico Domenico Olivero.

Sabato 23 novembre e sabato 21 dicembre, ore 10

Biblioteca civica di Cuneo, salone primo piano (via Cacciatori delle Alpi 9)

Ingresso libero (fino a esaurimento posti)

Per informazioni: Per informazioni: 0171.444640 | biblioteca@comune.cuneo.it 

Spunti d'arte Marina Abramovic

 


Pleiadi "Vai Saber"

Dopo il grande successo del primo appuntamento dedicato a Frida Khalo a Caraglio eccoci ora al secondo aevento di "Spunti d'arte" la rassegna che unisce la bellezza dell'arte col piacere del cibo, questo nuovo incontro si svolgerà Giovedì 21 Settembre alle ore 19 a San Pietro Monterosso Grana, presso l'Ecomuseo Terra del Castelmagno dove si dialogherà sulla famosa performance Marina Abramovic, con l'operatore artistico Domenico Olivero, a seguire si potrà cenare all'Oste de Senpìe, con un menù composto da antipasto, un primo e il dessert proposta a 18 euro. Si concluderà con una passeggiata naturalistica per ammirare le stelle e visitare l'opera di Manuela Cirino.

La rassegna Spunti d’Arte 2024 è realizzata dall’𝗘𝗰𝗼𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗺𝗮𝗴𝗻𝗼, con il contributo di Regione Piemonte Fondazione CRC con il patrocinio di Unione Montana Valle Grana Comune di Caraglio Comune di Monterosso Grana Terres Monviso per Monviso Biosphere e Rete Ecomusei Piemonte

Ingresso gratuito agli incontri, pasti a pagamento su prenotazione entro la settimana precedente, contattando l’Ecomuseo Terra del Castelmagno: +39 329 4286890 o expa.terradelcastelmagno@gmail.com

Le iniziative in programma nella prima rassegna “Spunti d’arte” si svolgono in Valle Grana (CN), sul territorio amministrativo dell’Unione Montana Valle Grana e dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno. Nello specifico i Comuni in cui si terranno gli incontri sono, in ordine cronologico: Caraglio, Monterosso Grana, Valgrana, Montemale.

𝗜𝗻𝗳𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶:

☎️ +39 334 5336868

 📧expa.terradelcastelmagno@gmail.com

🎟️ Incontro gratuito!

Cena presso L’Oste de Senpìe su prenotazione al numero +39 347 496 7118 [menù antipasto+primo+dessert - €18]


SiSoPi

 

La pietra che fa pensare al futuro dell’umanità 

Il progetto SiSoPi ideato e curato da Domenico Olivero è strutturato per accostamenti poetici e d’indagine capaci di rimarcare le rinvenute tracce culturali ma anche le alterità di una natura che si abbarbica in un fosso scavato per drenare l’acqua, come canale un tempo rorido di umori e ruscellosi di idee, resta ora asciutto, vuoto varco per risalire in un cambiamento climatico che rinsecchisce le vene e fa affiorare le piccole pietre. 

Quale essere primario, il sasso, è segno minimale di una creazione naturale che lungo processi millenari si fa lentamente ma inesorabilmente corpo, agglutinatore di piccole particelle minerali, sostanze accidentali incorporate, sedimenti terrosi e ferrosi che assumono ogni volta una forma. Domenico Olivero, munito di bacchetta da “rabdomantico petroso” li scova, li cataloga, li disegna, li acquerella – i sassi sono ostriche per chi li sa toccare, dice Erri De Luca - li sospende in aria, alleggerendoli percettivamente del peso ma senza levar loro la funzione pratica. Cerca di “abitare il minerale”, a partire dalle popolazioni nomadi del neolitico fino alle fiabe dei fratelli Grimm e, ancora, dalla Land art agli attrezzati sentieri della cultura alpina per coglierne le asperità di memoria, ma senza forzare spaccature. Egli sa che la piccola pietra ha marcato la via, segnato la strada della caccia, della guerra o del commercio. Nel divenire storico, la biblica pietra angolare e la filosofica pietra di paragone si saldano alle forme culturali e artistiche della provincia cuneese costellata di epigrafi, portali e capitelli in pietra nella lunghissima sopravvivenza del romanico e nella ricca preesistenza di cave attive, bacini produttivi e materiali.  

Le pietre sono impermeabili al tempo, ad perpetuam rei memoriam, oracoli sul cammino per ritrovare sé stessi nei passaggi più intricati e quando le si incontra con determinate forme e disposizioni, non ti fanno sentire solo. Guardandole è anche un segno tangibile della cura di qualcuno nei confronti degli altri. 

Ivana Mulatero, direttrice del Museo Luigi Mallé










Comunicato stampa

SiSoPi

opere di Domenico Olivero 

Tetto Garrone 19 e 20 Ottobre 2024

Negli spazi dell’ Agriturismo Tetto Garrone, sono state posizionate 5 opere temporanee e una installazione permanente.

L’opera permanente SiSoPi è stata collocata nel canale perimetrale del noccioleto, dove scorreva l’acqua. Pietre raccolte nell'agriturismo e colorate con il processo di cianotipia. 

PoPi   la poesia “Conversazione con una pietra” di Wislawa Szymborska  è riprodotta sulle pietre che sono state sparse nell’area della corte, all’ingresso, pietre raccolte nell'agriturismo, scritte con pennarello blu. 2024

GoPi  lacrime di pietra -  pietre raccolte nell’agriturismo avvolte in carta di alluminio, sospese. filo di nylon, 2024

StriPi striscie su cui sono state fatte le espansioni magnetiche delle lacrime di pietre che sono state installate nello spazio centrale - carta, matite Fila, 2024 m 3 x 0,60 , 2024, 2 versioni 

RiPi  pietre raccolte dell’artista durante i suoi viaggi, salone  - pietre, carta, grafite Fila, 2024

TraPi pietra su carta acquarellata e disegnata a matita Fila e pastello Fila. 2 versioni 
 






Busso alla porta della pietra
– Sono io, fammi entrare.
Voglio venirti dentro,
dare un’occhiata,
respirarti come l’aria.
– Vattene – dice la pietra.
Sono ermeticamente chiusa.
Anche fatte a pezzi
saremo chiuse ermeticamente.
Anche ridotte in polvere
non faremo entrare nessuno.

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
Vengo per pura curiosità.
La vita è la sua unica occasione.
Vorrei girare per il tuo palazzo,
e visitare poi anche la foglia e la goccia d’acqua.
Ho poco tempo per farlo.
La mia mortalità dovrebbe commuoverti.
– Sono di pietra – dice la pietra
– E devo restare seria per forza.
Vattene via.
Non ho i muscoli per ridere.
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Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
mai viste, belle invano,
sorde, senza l’eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.
– Sale grandi e vuote – dice la pietra
ma in esse non c’è spazio.
Belle, può darsi, ma al di là del gusto
dei tuoi poveri sensi.
Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
Con tutta la superficie mi rivolgo a te,
ma tutto il mio interno è girato altrove.

Busso alla porta della pietra
– Sono io, fammi entrare.
Non cerco in te un rifugio per l’eternità.
Non sono infelice.
Non sono senza casa.
Il mio mondo è degno di ritorno.
Entrerò e uscirò a mani vuote.
E come prova d’esserci davvero stata
porterò solo parole,
a cui nessuno presterà fede.
– Non entrerai – dice la pietra.-
Ti manca il senso del partecipare.
Nessun senso ti sostituirà quello del partecipare.
Anche una vista affilata fino all’onniveggenza
a nulla ti servirà senza il senso del partecipare.
Non entrerai, non hai che un senso di quel senso,
appena un germe, solo una parvenza.

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
Non posso attendere duemila secoli
per entrare sotto il tuo tetto.
– Se non mi credi – dice la pietra-
rivolgiti alla foglia, dirà la stessa cosa.
Chiedi a una goccia d’acqua, dirà come la foglia.
Chiedi infine a un capello della tua testa.
Scoppio dal ridere, d’una immensa risata
che non so far scoppiare.

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
– Non ho porta – dice la pietra.

Wislawa Szymborska – Conversazione con una pietra









Pietra 

Una pietra è un aggregato naturale di minerali solidi. Sebbene pietre di diversa origine e dalle diverse caratteristiche possono trovarsi a stretto contatto, la loro natura non dipende solo dalla sua origine, ma anche dalle condizioni fisico-ambientali in cui viene a trovarsi. La scienza che ne studia la formazione è detta petrologia, mentre quella che le descrive petrografia. 
Al contrario dei minerali, le pietre non possono essere espresse o definite mediante formule in quanto non presentano una composizione chimica definita; esse sono costituite da più minerali, quindi fondamentalmente eterogenee. Le rocce omogenee, invece, contengono un unico tipo di minerale; in questo particolare caso la distinzione tra roccia e minerale diventa molto sottile: in genere alla roccia manca una vera continuità (vi è praticamente sempre la presenza di impurità).














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