Selme 2025

 


Il progetto artistico "Selme - Si Espandono Le Mie Emozioni", presentato per la prima volta nel 2023 presso gli antichi spazi di Palazzo Sarriod de la Tour a Costigliole Saluzzo, si sviluppa ora in una nuova fase che sarà visibile dal prossimo sabato 8 Marzo, vernissage alle ore 11, nel salone d’onore della Biblioteca Civica di Cuneo, In via Cacciatori delle Alpi 9 a Cuneo.  

L'artista, Domenico Olivero, in questi due anni ha ulteriormente sviluppato l’action painting  “Selme” in una trasformazione del senso energetico, riconsiderandolo soprattutto attraverso una serie di riflessioni nate dalle letture dei testi del filosofo indiano Jiddu Krishnamurti, noto per aver sciolto la sperimentale scuola della Società Teosofica istituita dalla sensitiva russa Helena Petrovna Blavatsky alla fine dell’ottocento e aver sviluppato un nuovo modo di approcciarsi alla percezione della realtà. 

Prendendo spunto dalla frase "La ricerca della realtà richiede immensa energia" l'artista ha dato corpo espressivo al suo segno pittorico attraverso un ampliamento del gesto  energetico, che ora cresce e prende sempre più elaborazione e forma nelle diverse tele proposte.

Nell'ambito espressivo l'artista sceglie quindi di ampliare il suo movimento fisico operando sempre nella sua sfera energetica. Il gesto umano, che scaturisce dalla mente consapevole, crea un'azione che sviluppa e trasforma le forze del presente. 

Eventi durante la rassegna:
Sabato 8 Marzo alle ore 11,00 vernissage
Sabato 22 Marzo alle ore 11,00 si svolgerà un incontro con l'artista
Sabato 5 Aprile finissage alle ore 11,00


L'esposizione, ad ingresso gratuito, durerà fino al 5 Aprile, col seguente orario:
Martedì: 8.30 - 17.00 (continuato)
Mercoledì: 9.30 - 12.30 | 14.30 - 18.30
Giovedì: 8.30 - 12.30 | 14.30 - 18.30
Venerdì: 8.30 - 12.30 | 14.30 - 18.30
Sabato: 8.30 - 12.30


Selme 2025
opere dell’artista Domenico Olivero
ospitate nel salone d’onore della Biblioteca Civica di Cuneo
Via Cacciatori delle Alpi 9
12100 Cuneo  








Gesto e presenza nell’opera di Domenico Olivero



Presente

Ora

Qui ed ora

Sei qui?

Qui senza ore

Ora?

Presente



Brevi e sospese parole per introdurre la seconda fase progettuale di Selme - Si Espandono Le Mie Emozioni, opere realizzate dall’artista cuneese Domenico Olivero ed allestite dall’8 marzo al 5 aprile 2025 presso il salone d’onore della Biblioteca Civica di Cuneo. Brevi e sospese parole per definire lo stato mentale e meditativo dell’artista durante la loro realizzazione, per descrivere l’origine del gesto pittorico, per sottolineare la filosofia che le ha dato corpo, quella di Krishnamurti.

L'invito di Jiddu Krishnamurti, filosofo indiano (1895 - 1986), era quello di focalizzarsi sul presente, sul vedere immediato di ciò che ci sta davanti per liberarci da preconcetti, giudizi, idee, ideologie, che nascono dalle paure. Per farlo è necessario fonderci con l’oggetto, con l’altro con cui entriamo in relazione, con ciò che stiamo osservando o vivendo. In una realtà contemporanea così strettamente interconnessa, Krishnamurti non trova il senso nella separazione del soggetto, del sé che osserva, dall’oggetto, l’altro osservato. La fusione del soggetto con l’oggetto porterà al vedere immediato e libero che condurrà all’azione, la migliore possibile, poiché se soggetto e oggetto non hanno più un confine l’unica azione migliore è tale per entrambi, dato che il soggetto agente non farebbe mai del male a sé stesso e, in quest’ottica, all’altro. Vedere è agire, diceva Krishnamurti.
Domenico Olivero, durante uno dei nostri incontri in cui ha presentato le opere esposte in questa mostra, mi ha detto che è rimasto profondamente suggestionato da questa etica concentrata sul presente, da questo modo di sentire e relazionarsi con il mondo, che è diventata anche una modalità di relazionarsi con l’arte.


La pittura di Olivero è un atto di presenza, un’esperienza che si traduce nella traccia lasciata dal corpo in movimento. Il presente di cui si parla e che sta alle fondamenta delle opere in mostra è il tempo individuale e soggettivo dell’esserci dell’artista nell’atto della loro creazione. Come in un atto meditativo in cui ci si concentra sul presente, dove il pensiero, gli affanni della vita quotidiana, i ricordi, il passato e il futuro vengono messi da parte per qualche istante per sottolineare la bellezza dell’essere nel mondo, del qui ed ora, in questo tempo, Olivero realizza le sue opere in un gesto che si fa pittura, il quale diventa il proprio essere presente.
La presenza dell’essere dell’artista dentro le opere si realizza attraverso il corpo, certo è che per dipingere è necessario il corpo, ma ciò che differenzia Olivero è che la pittura non è più funzionale e strumentale per un diverso fine che non sia il gesto pittorico in sé, in uno studio sui limiti e le possibilità del proprio corpo, in un processo di indagine della propria interiorità focalizzata nel momento dell’azione pittorica.
Nella serie di opere esposte
, realizzate nel 2024, si osservano ampie arcate dai diversi colori su fondi bianchi, là dove ognuna è stata creata attraverso una pennellata realizzata da un movimento del braccio e del gomito utilizzato da perno. Alcune tele sono composte da più colori, dove più gesti pittorici realizzati dallo stesso movimento hanno dato luogo a più strisce di colore. Alcune arcate sono state poi riprese attraverso lo stesso movimento del braccio, dando come risultato tracce di filamenti sottili sopra di esse. In altre ancora il movimento del braccio si manifesta sulla tela nella sua purezza, senza ulteriori interventi successivi, realizzando archi di un solo colore.

Le opere esposte in questa seconda fase del progetto
Selme - Si Espandono Le Mie Emozioni sono uno sviluppo delle serie precedenti: Non esistono errori (2020), presentata al salone d’onore della Biblioteca Civica di Cuneo, e la prima fase di Selme (2023), esposta al Palazzo Sarriod de la Tour a Costigliole Saluzzo. Se nella produzione del 2020 la pittura si fa gesto spontaneo astratto che si manifesta nel rifiuto di forme delimitate e di contorni netti, nell’istantaneità di una pittura che crea, cancella e stratifica, in quella del 2023 si nota un cambiamento segnato da un gesto più regolare, controllato e immediato, che dà forma a una concentrazione di piccoli, colorati e minimi segni centrifughi che si espandono verso l'esterno, tracciati con il solo movimento del polso. La prima fase di Selme (2023) è nata dall’idea di realizzare una pittura che sia il riflesso, anzi, il processo messo in atto attraverso la pittura della propria interiorità e auto-conoscenza, come ricorda lo storico dell’arte Enrico Perotto nel testo critico dedicato alla mostra, dove l’artista si impegna a rispondere alla domanda del filosofo Ernst Bloch: “Perché ci si alza la mattina?”. Da questo nucleo concettuale e formale si sviluppa la seconda fase di Selme, dove l’artista coinvolge una parte più ampia del proprio corpo e il movimento del polso viene sostituito da quello del braccio, espandendo di conseguenza anche il gesto pittorico sulla tela che, invece, dei piccoli segni centrifughi realizza grandi arcate di colori.

Quello di Olivero è un percorso dove il corpo dell’artista e la pittura diventano strettamente interconnessi, determinandosi a vicenda, andando a rendere offuscato il confine tra il soggetto, ossia l’artista, dall’oggetto, la pittura. La pittura diventa il corpo dell’artista, prima del polso poi del braccio, mentre il corpo dell’artista diventa parte determinante e oggetto della pittura sulla tela. La pittura di Olivero diventa, dunque, un corpo vivo e un atto di presenza, andando a mettere in pratica in un percorso personale la filosofia di Krishnamurti. Ogni pennellata è il corpo stesso dell’artista che entra in relazione con la tela, con l'altro, con la pittura, la quale diventa un mezzo per esplorare sé stesso in un atto di consapevolezza e di manifestazione della propria interiorità attraverso i colori e il movimento. La pittura di Domenico Olivero non è solo un atto creativo, ma una riflessione profonda dell'esistenza che tende verso quel vedere immediato e presente che porta all’agire, nel caso del nostro artista, all’azione del gesto pittorico.  

                                                                      testo  di  Enrica Savigliano