Introduzione alla meditazione guidata presso l'installazione artistica “Abbraccio”


Un sabato fuori dall’ordinario, all’insegna della lentezza, della consapevolezza e dell’incontro tra arte, natura e silenzio.


Sabato 23 maggio, l’Ecomuseo Terra del Castelmagno invita a partecipare a un’esperienza immersiva presso “Abbraccio”, l’installazione scultorea vivente di Domenico Olivero, situata a San Pietro di Monterosso Grana.


L’opera, creata con piante di bosso (Buxus sempervirens) – una specie autoctona oggi seriamente minacciata dalla Piralide e profondamente rappresentativa del territorio – nasce come spazio dedicato alla meditazione e al dialogo con il paesaggio circostante.


Per cogliere pienamente l’essenza di “Abbraccio”, l’artista condurrà due incontri gratuiti di introduzione alla meditazione, alle 15.30 e alle 17.00. Un’opportunità aperta a tutti, anche a chi si avvicina per la prima volta a queste pratiche, per sperimentare semplici esercizi di consapevolezza e ascolto interiore.


L’appuntamento, gratuito, si terrà nei pressi del Museo Terra del Castelmagno (Via Mistral 89, San Pietro di Monterosso Grana). 


E’ gradita la prenotazione al +39 3294286890 o a expa.terradelcastelmagno@gmail.com. 



La Cevitou è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 1994 in Valle Grana.

Con sede a San Pietro, Monterosso Grana (CN), opera per tutelare, valorizzare e innovare il patrimonio culturale, sociale e ambientale delle aree interne ed è ente gestore dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno che da anni porta avanti una serie di iniziative in ambito artistico, tra cui la produzione partecipata di opere di land art, installazioni e altre forme di contributo artistico che concorrano ad arricchire il territorio, attraverso uno sguardo nuovo e condiviso.


Per sapere di più delle iniziative dell’Ecomuseo - Associazione La Cevitou: https://www.terradelcastelmagno.it/expa-esperienze-per-persone-appassionate/


"Il corpo, i sensi e l'arte"


Il progetto "Vivere nel Quotidiano! – corpo, spazi e pensieri" ideato da Calzaap! (Calza a pennello!) volge al termine con l'ultimo incontro, un pomeriggio di dialogo e laboratorio, ad ingresso gratuito.

Tema dell'appuntamento è  "il corpo, i sensi e l'arte"  e si svolgerà sabato 9 Maggio dalle ore 15 alle 17,  presso il Rondò dei Talenti, in via Luigi Gallo 1 a Cuneo.

Si aprirà l'evento con una conferenza in forma di dialogo, curata dall'operatore artistico Domenico Olivero, per un pubblico giovanile e adulto, dai 15 anni in su, a cui seguirà il laboratorio esperienziale di Silvana Scotto

Un percorso sul corpo e i suoi sensi visti dagli artisti, da Fidia a Leonardo, da Caravaggio a Van Gogh, come sono rappresentati e come viviamo il nostro corpo in bellezza ed emozioni. 

Tutte le attività sono prenotabili al sito https://rondodeitalenti.it/appuntamenti/

L'evento è stato reso possibile grazie al bando Attività al Rondò 2025/26  della Fondazione CRC

Pinot Gallizio e l'arte degli anni '50

 


Lunedì 27 Aprile 2026 ho svolto, presso il Cinema Monviso promosso dall' Unitre CUNEO - Università della terza età, una conferenza sulla vita artistica di Pinot Gallizio e sull'arte degli anni '50.

L'incontro, ideato in forma cronologica, ha attraversato i mutamenti delle correnti artistiche facendo un focus sugli eventi accaduti al celebre artista albese. 

Un folto pubblico ha seguito ed è intervenunto in un piacevole confronto fra storia ed estetica. 

Reportage mostra STAdiME



 Ringrazio il folto pubblico che è venuto alla mostra e ai diversi incontri, piacevoli occasioi di dialogo e confronto.























Paradisi, meditazione e inferni - La rassegna di eventi collaterali alla mostra STAdiME




Presso la Fondazione Casa Delfino si terrà il ciclo di incontri “Paradisi, meditazione e inferni”, dedicato alla spiritualità mistica e alla riflessione interiore. La rassegna nasce come corollario alla mostra STAdiME, progetto artistico di Domenico Olivero, visitabile presso gli spazi della Fondazione Casa Delfino in Corso Nizza 2 a Cuneo fino al 12 aprile.

Il programma propone momenti di dialogo gratuiti e aperti al pubblico su temi universali: il senso dell’esistenza, il mistero della morte e la ricerca di un equilibrio personale. Tutti gli appuntamenti inizieranno alle ore 18:00, all’interno dello spazio veranda della mostra.


PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

- Domenica 22 marzo ore 18    “Che cos’è la meditazione?”

Una serata dedicata alla natura della pratica meditativa: significati, approcci e i più comuni fraintendimenti. Un momento divulgativo per esplorare le basi di un percorso interiore alla portata di tutti.

 - Sabato 28 marzo ore 18  “Mindfulness per il corpo e la mente”

Un approfondimento sui benefici delle pratiche meditative sul benessere psicofisico, supportato dalle recenti ricerche neuroscientifiche che evidenziano come la costanza migliori consapevolezza e presenza.

- Domenica 29 marzo ore 18   “Essere o non essere, perdersi o trovarsi?”

Dialogo aperto sull'essenza dell'individuo, per indagare cosa significhi "esistere" al di là della dimensione fisica e materiale.

- Sabato 4 aprile ore 18   “Oltre la morte… il Paradiso?”

Confronto sulle principali visioni metafisiche dell’aldilà attraverso differenti tradizioni religiose e spirituali, riflettendo su uno dei temi più profondi della storia dell’umanità.

- Sabato 11 aprile ore 18    “Spiriti, energie e… le forze che ci circondano”

Incontro dedicato al rapporto tra l’essere umano e le "forze sottili", secondo prospettive antiche e contemporanee: un’analisi che spazia dalla biochimica al concetto di prana.

- Domenica 12 aprile ore   FINISSAGE | “Tutti all’inferno”

Evento di chiusura e momento conviviale per salutare il pubblico. La serata conclude il percorso avviato il 21 marzo nell'ambito del progetto Pay, con cui Domenico Olivero indaga da anni una forma di espressività spirituale e agnostica.


Informazioni:

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.

Sede: Fondazione Casa Delfino – Corso Nizza 2, Cuneo.

Fino al 12 aprile


Contatti:

📧 cuneoarte@libero.it

🌐 domenicooliverocv.blogspot.com 

STadiMe

 


La mostra “STADIME - STAnza DI MEditazione” si presenta al pubblico come il quattordicesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.

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Nel 1918 Bertrand Russel é autore di uno scritto che, fin dal titolo 'Misticismo e Logica' asserisce, con grande lucidità, che 'i più grandi filosofi hanno sentito il bisogno sia della scienza sia della mistica' e prosegue precisando che 'la mistica è, in sostanza, poco più di una certa intensità e profondità di sentimento nei riguardi di ciò che si pensa a proposito dell’universo». La mistica, a ben vedere, con la sua originale grammatica mobile, ha sovente conquistato personaggi a prima vista ostici nei confronti della religione, come André Gide, in continuo duello con la sua matrice ugonotta: ne 'Il ritorno del figlio prodigo, Se il grano non muore, La porta stretta, Saul, Numquid et tu?, L’immoralista' si trovano continui rimandi biblici, una attenta esplorazione dei segreti contraddittori dell’anima tesa a perforare i veli dell’ipocrisia puritana.

E si può allargare di molto il ventaglio degli agnostici tentati-affascinati dalla mistica, a partire dallo straordinario sguardo “dall’occhio chiuso” (applicato al mago Balaam) di Borges, per passare a Voltaire, ammiratore dell’'Imitazione di Cristo', uno dei classici della spiritualità, le cui «parole sono come fuoco nascosto nella pietra», e giungere a Roland Barthes che riteneva gli 'Esercizi Spirituali' di Sant’Ignazio di Loyola un eccezionale palinsesto dell’anima, per cui «non occorre essere né cattolici né cristiani né credenti né umanisti per essere interessati a quest’opera». A questo punto ci si può chiedere quale sia la calamita che attrae persone distanti dalla pratica religiosa e persino individui apatici rispetto a temi religiosi, pronti però, sovente, a pendere dalle labbra di un esotico guru misticheggiante?

'Ascesi' in greco significa 'esercizio' un qualcosa che rende naturali le esperienze e le figure somatiche più ardue, capaci di tentare la sfida con la legge di gravità, come accade nella danza classica, nell’atletica, nell’acrobazia. La mistica è, quindi, mistero e diafania, trascendenza e fisicità, miracolo e realismo. E la via dell’amore, dello stesso eros, della bellezza, del «Tu e io liberi da noi stessi, uniti nell’estasi, pieni di gioia e senza vane parole» – citazione da Rûmî, XIII sec., il maestro dei dervisci danzanti e dei sufi– si associa a un’altra dominante, conseguente alla logica d’amore, quella della corporeità trasfigurata.

È, questo, un fil rouge della tradizione mistica che tocca ogni latitudine. In Occidente, ad esempio, il grande e spesso indecifrabile Meister Eckhart, contemporaneo di Dante, ammoniva che «bisogna pregare con tanto fervore da tener avvinte le membra e le facoltà umane, orecchi, occhi, bocca, cuore e ogni senso, e non cessare finché non si sente di essere uno con Colui che preghiamo». Un santo vescovo ortodosso russo del ’700, Tikhon di Zadonsk, era ancor più didascalico: «Dammi, o Signore, cuore per amarti, occhi per vederti, orecchi per udire la tua voce, labbra per parlare di te, gusto per assaporarti, olfatto per sentire il tuo profumo, mani per toccarti, piedi per seguirti!». E un filosofo intriso di mistica come Rosmini elencava minuziosamente tutti i verbi dell’intimità con Dio: “conversare, parlare, soddisfare, ricordarsi, volere, intendere, conoscere, innamorarsi, pensare, operare, sperare, piacere, patire, ecc.”

Dopo queste premesse -e potrebbero tornare utili altri numerosi riferimenti- è possibile accedere al pensiero-progetto-installazione di Domenico Olivero che, con STADIME - Stanza DI Meditazione - propone un 'luogo altro' incentrato su un percorso fatto di segni, di suoni, di invito alla concentrazione, sostenuto da quel bisogno di spiritualità -che può volgere in astrazione- verso cui è attratta la natura umana, pur agnostica. Occorre fisicamente entrare nella prima stanza -concetto di accoglienza- in cui due grandi piante verdi di foglie sono addobbate con pendagli e foglietti, legati da fili colorati e perline, che recano scritte suggerite da parole di religioni, culture, tradizioni diverse, uno sguardo sul mondo ispirato dalla spiritualità. Questa stanza, piena di luce, accoglie a parete sette pannelli su cui Olivero ha concentrato una summa semplificata delle religioni del mondo, dalle più antiche ad altre più recenti, attraverso segni, simboli, disegni che possiedono più livelli di interpretazione, mentali, emotivi, energetici. Rimandi, luoghi, climi, tradizioni del mondo, in dialogo; attingendo dall'inconscio collettivo, dall'archetipo, dalla memoria dell'umanità i simboli possiedono una diretta profondità intuitiva, e comunicano o suggeriscono domande possibili. I simboli sono come ponti che non spiegano il mistero ma lo rendono percepibile e presente per dare senso all'esistenza, sono possibili connessioni tra il visibile e l'invisibile. Tracce su cui sostare con l'occhio che trasferisce alla mente messaggi che possono condurre a interrogativi, curiosità, interpretazioni, un gioco di rimandi e citazioni che incoraggiano una possibile ricerca personale così come l'auto-trasformazione.

Nella seconda stanza, che a contrasto della prima è semibuia, avviene la sosta, un'immersione, un invito alla meditazione sottolineata da un suono persistente - musica di Francesco Cesario, dal titolo 'Onde'- che avvolge la persona ospite la quale, per meglio entrare in sintonia con l'ambiente che lo accoglie, è invitato a porsi al centro, seduto su cuscini posati su un tappeto che, non a caso, è una coperta termica. A parete quattro pannelli di carta dorata, mentre, a terra, sono posati cinque specchi tondi, evocazione dei cinque continenti, dei cinque sensi e anche numero allegorico indicato per rappresentare l'equilibrio tra il cielo e la terra: un gioco di rimandi e interferenze, di riflessi e di sosta, un luogo di sospensione, di un eventuale invito alla concentrazione, di attesa, di memoria? C'è una tradizione orientale che suggerisce che noi nasciamo perchè apparentemente abbiamo perduto un filo d'oro; e questo filo lo andiamo cercando nelle cose, nelle persone, nella famiglia, negli incontri, nel denaro, nel successo, anche nella spiritualità, senza renderci conto che niente di tutto ciò è quello che stiamo davvero cercando: in realtà siamo noi quel filo d'oro inseguito, siamo il percorso e la meta. E allora la stanza che ci accoglie forse non è altro che un luogo in cui astrasi, dove accantonare per un breve spazio di tempo la quotidianità e volgere il pensiero altrove: lasciarsi andare, per poi, forse, ritrovarsi.

Alessandro Abrate

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Domenico Olivero è un artista italiano che da diversi decenni realizza opere artistiche declinate spesso in azioni sociali o culturali.

Opera principalmente in ambito concettuale con opere che cercano il dialogo con il fruitore, sviluppando tematiche personali, sui temi dell'identità e della società.
I suoi lavori prendono forma attraverso diversi media che possono essere i disegni, quadri, sculture, fotografie, video, performance e installazioni realizzate sempre con uno spirito di ricerca e innovazione, applicandosi anche alle nuove tecnologie come la stampa 3D e il mondo virtuale.

La sua attività si amplia all'azione di operatore culturale con conferenze, lezioni e incontri d'arte, laboratori per adulti e bambini, visite guidate per mostre o spazi culturali, workshop e consulenze sul mercato dell'arte contemporanea.


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La mostra sarà visitabile dal 21 marzo al 12 aprile 2026 (escluse le festività del 5 e 6 aprile)
il sabato e la domenica dalle 16:30 alle 19:00
oppure su prenotazione per lo svolgimento di attività di meditazione
scrivendo alla e-mail: cuneoarte@libero.it
Fondazione Casa Delfino - Corso Nizza, 2 - 12100 Cuneo (CN)
Ingresso libero 




















Facciamo pace alla Pinacoteca civica Levis Sismonda di Racconigi

Mostra collettiva presso gli spazi della Pinacoteca civica Levis Sismonda di Racconigi, titolo del progetto «Facciamo pace» una rassegna dedicata a questo tema ideata e curata da Anna Cavallera, con l’assistenza artistica di Benedetta Lauro.


Attraversamento”, 2026, tenda bianca in cotone ricamata, 154 x228 cm

Domenico Olivero cristallizza la complessità della pace in un’installazione che fa della sottrazione la sua forza comunicativa. La scelta di una tenda in cotone bianco – oggetto quotidiano che delimita senza separare – trasforma il concetto di armonia sociale in un’esperienza tattile e spaziale.

L’opera non si limita a essere guardata, ma esige di essere vissuta. Posta sul cammino del visitatore, la soglia tessile diventa un "ostacolo lieve": per procedere, il fruitore deve toccarla, scostarla, contaminandola inevitabilmente con il proprio passaggio. È qui che risiede il fulcro della riflessione di Olivero: la pace non è un dogma statico, ma un equilibrio dinamico e fragile, esposto alla manipolazione e all’usura del tempo.

La metafora del ricamo e della trama diventa simbolo di una socialità necessaria: come i fili si intrecciano per dare corpo alla trasparenza, così i singoli individui devono amalgamarsi per sostenere la tenuta di un sistema pacifico. L’artista ci ricorda che la pace è spesso un’assenza di rumore che diamo per scontata, percepibile solo quando viene squarciata. Con eleganza concettuale, Olivero trasforma il bianco in un monito: la serenità è un tessuto prezioso che richiede cura collettiva per non dissolversi nell'impalpabilità. (Testo dal catalogo)



Ca/Pace, 2025, foglio di carta, matite colorate, coperta di sicurezza, cornice a vetro, 37x52 cm

In Ca/Pace, Domenico Olivero opera una sintesi estrema tra l'identità individuale e l'imperativo etico collettivo. L’opera si offre come un dispositivo di riflessione immediata ed il ricalco della mano dell’artista non è solo un atto grafico primordiale, ma un’assunzione di responsabilità: è il "mettere sé stessi" nel processo, spesso faticoso, della pacificazione.

I colori dell’iride, che cingono le dita come frammenti di una promessa, non saturano l’intera superficie. In questa parzialità risiede la verità dell’opera: la pace non è un assoluto raggiunto, ma un esercizio quotidiano, un tentativo sempre esposto all’errore e all’urgenza. La mano è "capace" di agire, ma lo fa entro i limiti della propria natura umana, tra speranza e caduta.

L’intuizione decisiva risiede nello sfondo: una coperta di sicurezza riflettente. Questo materiale, simbolo plastico delle emergenze contemporanee e della protezione dei vulnerabili, agisce come uno specchio etico: chi osserva non è più spettatore passivo, ma viene letteralmente assorbito nella composizione. Riflettersi nell'oro della coperta significa riconoscersi parte dell'emergenza e, simultaneamente, della soluzione. Olivero ci ricorda che la pace non è un’astrazione, ma un gesto che attende di essere compiuto dalle nostre mani. (Testo dal catalogo)


Note biografiche

Domenico Olivero

Domenico Olivero (Cuneo, 1964) muove i passi in un’indagine estetica che, dal 1994, si è strutturata come un’eclettica analisi dei sistemi di relazione. La sua cifra stilistica, maturata in un’evoluzione costante, predilige oggi l’installazione come dispositivo privilegiato per decodificare la complessità del contemporaneo. Attraverso l’uso di materiali umili e quotidiani, Olivero rilegge la storia dell’arte con sguardo critico, innestandovi una profonda curiosità antropologica e sociale che punta a un’interazione attiva con lo spettatore.

Pioniere nell’esplorazione delle dinamiche digitali, già nel 2000 anticipava con il sito Impronta l’interesse per le strategie comunicative dei nuovi media. Questa tensione verso il dialogo globale si riflette in una poetica del «sentirsi essere vivente», espressa sin dal 1993: un superamento dei nazionalismi a favore di un patrimonio collettivo, dove l’esistenza si fa traccia e comunicazione pura.

Dalle riflessioni identitarie di Oc-land e del progetto pluriennale Do@time, la sua ricerca è approdata dal 2020 a Pray, indagine sulla spiritualità agnostica. Con un curriculum che spazia dall'Europa al Brasile e agli Stati Uniti, Olivero integra la pratica artistica con l’attivismo culturale, collaborando con il Centro QI di Cuneo e il Collettivo Ubique di Torino, confermando la sua natura di operatore estetico totale.



Catalogo






Spazi di coesistenza




Serie di incontri gratuiti per riscoprire i gesti e i momenti di ogni giorno trasformandoli in occasioni di ascolto, espressione e condivisione. Il tema di questo incontro al Rondò dei Talenti é LO SPAZIO : Sabato 7 marzo dalle 15 alle 17 – conferenza interattiva.

A cura di Domenico Olivero, conferenza, e Dario Beatovic, laboratorio interattivo, per partecipanti dai 15 anni in su. Un viaggio attraverso la percezione dello spazio sociale e condiviso nella rappresentazione e nella trasformazione dell’arte e dell'architettura, un percorso che tocca anche il vivere urbano contemporaneo e nelle diverse epoche, dalle città murarie ai grattacieli spaziali.

Ogni laboratorio e conferenza produce una restituzione creativa, che i partecipanti potranno conservare.

Tutte le attività sono prenotabili al sito https://rondodeitalenti.it/appuntamenti/

L'evento è reso possibile grazie al contributo di Fondazione Crc